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Elena

Occupation
13 février

Dietro la Cerimonia di Apertura

3...2...1...PASSION LIVES HERE!!!
 
Ora, chi non ha visto la Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi alzi la mano. Che mando qualcuno a picchiarlo!
 
No, non è un'improvvisa sete di "viulenza". E nemmeno un rinato senso "partiottico-cittadino".
Semplicemente vi siete persi la sottoscritta che ballava in mezzo ad altre 1000 persone!!
E questo è grave!! Soprattutto perchè non mi rivedrete più vestita con una tutina a metà tra quelle di Star Trek e la muta da sub. Una cosina discreta insomma. Con le gambe arancioni e fuxia e il body argentato con tanto di parte specchiata sulle braccia!!
 
Va bhè, in un impeto di bontà e soprattutto di masochismo vi posto le foto...MA NON RIDETE!!
 
Comunque, al di là del mio splendido costumino, che tra l'altro ora è in bella mostra nell'armadio tra un piumino bianco e un paio di jeans parliamo della serata. E soprattutto di quello che è successo PRIMA.
 
Bisogna ammettere la lo spettacolo è andato benissimo e abbiamo ricevuto complimenti da tutti, ma PRIMA ci sono stati degli diaciamo "inconvenienti" molto molto italiani.
 
Partiamo dalla prova generale: ora immaginatevi un fiume di 300-350 fanciulle che si riversano, ovviamente in ritardo, in un camerino che ne conterrebbe a stento la metà, per cambiarsi in 1 nanosecondo. E il costume di scena è tutt'altro che semplice da infilare. Ora immaginatevi sempre queste simpatiche fanciulle che da leggiadre diventano iene nel momento in cui scoprono che c'è stato - come dire - un "piccolo problema di comunicazione e di trasmissione dati", ossia ad un buon numero hanno scambiato le scarpe. Tra cui alla sottoscritta.
 
Io ora dico, va bene il sacrificio e lo spirito olimpico, ma con un 39 al posto di un 37 capite che avevo qualche problema a correre da una parte all'altra del palco.
 
Così mi sono avvicinata ad una delle sarte a cui - povera donna - stavano saltando le coronarie. E la risposta di questa è stata stupenda: "Se vuoi abbiamo un 40!.
 
Ma scusa...ci sei o ci fai????!!!!! 
Ti pare che se ho dei problemi con un 39 posso usare un 40. Certo che certa gente ha delle idee se non altro originali!
 
Comunque ho lasciato perdere questa "Miss Simpatia" e sono andata da un'altra con cui, dopo aver piagnucolato per un bel po', sono riuscita a contrattare un 38.
Ma non è finita qui: infatti le suddette scapre non si chiudevano in modo "normale", ma il concetto era simile a quello di una classica cintura di pelle: dovevi infilare una specie di "pirulo" in un foro: in pratica o le tue caviglie hanno una circonferenza smisurata o non le stringevi.
 
Così è iniziato un altro pellegrinaggio, durante il quale sono riusciti a propormi:
       1) di mettere del cotone dulle punte
       2) di mettere una strato di carta sotto la pianta dei piedi
       3) di stringerle con una specie di nastro adesivo trasperente
       4) di fare uno strato di suolette (ho ovviamente optato per questo!)
 
Risolto così il problema delle scarpe siamo passati dalle pennoire, che avevano un solo scopo: farci sparire i capelli!
Per fare questo ci hanno montato in testa una strana acconcitura che si fa con una montagna di gel e che si chiama  "svedese". Ora dobbiamo ammettere che il risultato finale era addirittura bello, quasi elegante, ma....mancava il tocco finale: una calza bianca in testa per evitare che tutto l' ambaradan cadesse. Il risultato finale era veramente ospedalizio (vedi foto).
 
Il tutto era poi acuito dal fatto che ai performer deglia ltri segmenti, che non avevao nessun cappuccio in testa, hanno fatto delle acconciature fighissime. Ma sorvoliamo che è meglio.
 
Arriviamo finalmente al momento di andare sul palco: attraversiamo sotto una montagna di coperte il perimetro intorno allo stadio, con tanto di spettatori in attesa di entrare che ci fanno le foto e gli auguri in tutte le lingue possibili: c'erano in giapu, vestiti tutti allo stesso modo che non smettevano si spararci flash negli occhi, i canadesi con tutti i gadgets possibili ed immaginabili del loro paese addosso, gli americani con gli hot dog e le mega-cocacole in mano, i norvegesi in maniche corte (!) e, ovviamente, tanti italiani che ci urlavano le cose più disparata.
 
Siamo così arrivati sotto il moshpit (il telo da cui simo sbucati fuori, per intenderci) con mezz'orta di anticipo rispetto l'inizio dello spettacolo. E a mano a mano l'emozione cresceva sempre di più.
 
Ma, ovviamente, c'era ancora tempo per l'ultimo inconveniente: a due minuti dall'inizio dell show la mia radio e morta. Così, senza motivo.Nel panico più totale ho cominciato a "tirare giù" tutti i santi del Paradiso, finchè Qualcuno di loro si è impietosito è la radio ha rincominciato miracolosamente a funzionare.
 
Poi è stato un attimo, un soffio: il countdown, le scintille di passione, il saluto delle alpi, l'Inno d'Italia, il balletto, la ola del pubblico (fighissima da veder dal palco!), lo sciatore e tutto è finito. 
 
I momenti più belli?? Quando, allo fine dello scaitore ho tolto gli auricolari e sentito le urla  e gli applausi degli spettatori e quando, mentre uscivamo, vedevamo le persone che ci rispondevano ai nostri saluti.
 
Insomma, nonostante scarpe, calze in testa e radio impazzite ne è valsa davvero la pena.
 
Torino 2006 - Passion lives here.
 
 
2 janvier

La "maledizione ligure"

La Liguria è la maledizione dei torinesi. O, senza generalizzare troppo, è la MIA maledizione.
 
Mi spiego: essendo in possesso di una splendida casuccia a Bordighera, la family mi propina ogni vacanza  in questo ridente paese al confine con la Francia. Non che non mi piaccia il posto, anzi c'è un bel mix di tranquillità e mondanità, ma se la tua meta-vacanze è più o meno la stessa da quando hai 3 anni....
 
Fino a qualche anno fa, in realtà, ci si recava nel suddetto posto solo d'estate, per la mega vacanze estiva formato famiglia. Per i week-end, e soprattutto per le vacanze natalizie, si andava invece in montagna a sciare.
 
Avevamo uno piccolo appartamento a Limone Piemonte, paesino mooolto tranquillo e mooolto pittoresco  con annesse piste da sci.
 
 Ma mia madre, in realtà, se ne è sempre lamentata: una volta era troppo freddo, una volta si annoiava perchè doveva stare tutto il giorno a guardare i figliuoli formato kamikaze che si ammazzavano sulle piste da sci, una volta non trovava un ristorante di suo gradimento, una volta, una volta...inoltre, problemone...la casa NON AVEVA LA VISTA.
 
Ma dico,sarà anche bellissimo alzarsi la mattina e vedere il sole che sorge tra le montagne, ma non è tutta sta tragedia non godere di tutto ciò: basta uscire di casa, farsi una bella passeggiata e hai tutto il panorama che vuoi (e ti tieni anche in forma!). Poi se vivi nel bel mezzo di Torino dovresti essere abituato a vedere case, case, e ancora case...
 
Fattostà che nel giro di qualche anno la mammina ha contagiato tutta la family (esclusa la sottoscritta): improvvisamente la sorellona ha cominciato a patire il freddo e a sentirsi una funga sugli sci (!), il fratellone ha appeso al chiodo lo snowboard per dedicarsi al pattinaggio su ghiaccio (sport che si può praticare benissimo anche a Torino) e mio papà si è fatto contagiare sulla "questione della mancanza della vista".
 
E la casa è stata venduta.
 
E così è rimasto il mare; così quando vogliamo fuggire dal marmasma turineise andiamo lì.Vacanze di Natale comprese. La cosa bella (o brutta) è che quando dico a qualcuno che passerò le festività invernali in Liguria questi puntuale risponde: "Almeno vai al caldo"
 
CCCOOOOOSSSAAAAA???!!!!!
 
Ma ci sei mai stato al mare d'inverno. Per tua informazione è inverno anche lì. E FA ADDIRITTURA FREDDO. Non è che fai il bagno!
 
Quest'anno poi ha anche nevicato...la prossima volta quasi quasi mi porto gli sci!!
10 décembre

L'epopea della tisana natalizia

Le tradizioni sono fatte per NON essere seguite. Ok, non tutte in realtà, ma dovete ammettere che alcune sono davvero incomprensibili (o almeno io non le capisco!).
 
Una di queste è quella che vuole che si faccia l'albero di Natale  e il presepe l' 8 dicembre.
Premetto subito una cosa: io non l'ho MAI fatto!!
 
La problema è questo: va bene che a momenti cominciano a fare la pubblicità del panettone Le Tre Marie mentre sei ancora in spiaggia a prendere il sole, va bene che le famigerate "luci d'artista"  illuminano Torino già da un mese, va bene che ieri la Clerici alla" Prova del cuoco" faceva vedere come apparecchiare il tavolo per il
cenone in modo originale, .... ma io l'atmosfera natalizia non sa sento ancora!!
 
Del resto dovete ammettere che è piuttosto difficile lasciarsi prendere dalla magia del Natale quando mancano ancora venti giorni al fatidico giorno, durante i quali ti aspettano più che altro verifiche ed interrogazioni!!
 
Inoltre non vedo perchè nell'unico giorno di vacanza che ho a dicembre (Natale escluso, ovviamente), dovrei correre fino in cantina, cercare gli scatoloni giusti, tornare su e mettermi a litigare con fratello e sorella sul colore delle palline!!
 
Quest'ultima diatriba, del resto, ce la riserviamo da sempre per il 23 dicembre, quando la scuola è finita e noi possiamo litigare a proposito di questo finalmente in pace, senza che nessuno eviti la discussione, dicendo che non ha tempo  perchè deve studiare geometria descrittiva o Seneca.
 
Tutto questo ritardo "sulle cose natalizie" ovviamente è generale, non riguarda solo albero e presepe: solitamente il 24, ad addobbi di casa finalmente finiti,  è la volta degli ultimi regali: quelli per il "parentame". E allora si corre tutto il giorno per cercare di montare in modo più o meno originale i famigerati cestini. Poi non so perchè ma a noi di mettere solo il solito panettone Maina con il solito spumante non va bene, quindi più andiamio avanti con gli anni più aggiungiamo prodotti strani.
Ad esepio l'anno scorso a una mia zia abbiamo riempito il cestino di tisane di tutti i tipi;e io e mia sorella ci siamo divertite tantissimo a scegliere se era meglio mettere quella al cardamomo o quella con melissa e ribes nero.
 
La povera donna però, anche se al momento della consegna del regalo rideva come una matta,  si deve essere divertita di meno; ora anche se andiamo a trovarla di mattina ci offre  SEMPRE una tisana e con un'aria "vagamente strana" ci chiede: "Allora, oggi preferite il karkadè o il bianospino?!"
 
E alla nostra richiesta: "Ma, in realtà a me andrebba bene anche un bicchiere d'acqua del rubinetto" risponde no, che quella serve a lavare i piatti e non ce la può dare.
 
Ma a Natale non si era tutti più buoni??!
 
 
 
 
 
 
 
 
21 novembre

Conosci Elena???!

Giusto perchè lo stanno facendo tutti...non barate con i nickname!!!
 
 
http://rifleman.altervista.org/friendtest/test.php?usr=norskelena
12 novembre

Bon Jovi?Orlando Bloom?...No, Amendola!

Basta. Il mio limite di sopportazione è stato superato.  Non ce la faccio più: i "lavori in corso" in casa mi fanno uscire dai gangheri. Sarà perché i miei hanno da sempre la strana passione di rivoltare come un calzino la casa almeno una volta al mese o, più semplicemente, perchè odio dover fare lo slalom tra sacchi di calce e mattoni dopo cinque ore di scuola. Non so.

 

In ogni caso ce n'è sempre una: il bagno da rifare, il bianco da ridare alle pareti, il rubinetto che gocciola, qualche tubo che salta.

 

Proprio così: qualche tubo che salta.

Due giorni fa ero seduta tranquillamente alla scrivania  a studiare Demostene quando comincio a sentire un terribile odore di fogna. O forse era più di uovo marcio. Va beh non importa, in ogni caso mi alzo e cerco di capire quale sia la fonte. Dopo vari tentativi andati a vuoto riusco finalmente ad individuarla: il lavandino della cucina.

 

Mio padre, preso da  un'improvviso "virus da bricolage", che non si riusciva a togliere nemmeno col Norton, decide di fare tutto da solo e ha iniziato a smontare il lavandino. E la situazione è peggiorata. Molto peggiorata: a momenti cominciavano ad uscire  fumi verdi dallo scarico!

 

A questo punto mia madre, sull'orlo di una crisi di nervi, ha sentenziato: "Chiamiamo un idraulico e non se ne parli più!" ed è corsa al telefono.

 

Io non so perchè, ma quando si nomina la parola "idrulico" mi viene sepmpre in mente Ally Mc Beal:lei che apre la porta e si trova davanti Bon Jovi...un idraulico piuttosto notevole, no??!

 

Subito dopo, assolutamente "inspiegabilmente", penso a Desperate Housewives e al match a colpi di spazzola e phard tra Susan ed Edy per conquistare le attenzioni di Mike Delfino, un'affscinante idrulico appena trasferitosi nel loro quartiere.

Poi, a dirla tutta, in quel telefilm c'è anche John, il notevole giardiniere dei coniugi Solis...ma questa è un'altra storia.

 

In ogni caso ogni volta che a casa è necessario chiamamre un idraulico mia madre, al posto di cercane uno che sia il sosia di Orlando Bloom, si rivolge sempre a "quello di fiducia", che più che altro assomiglia a Claudio Amendola. Che, a mio parere, non è esattamente un bell'uomo.

 

Questo sarebbe comunque il minimo: infatti si porta sempre dietro il figlio. L'essere più tamarro che esista (i suoi capelli sono ormai un pezzo unico, a causa delle incredibili quantità di gel che mette). E' brutto come il padre. E se la tirà pure!

 

Oggi non ho fatto in tempo ad entrare in casa che a momenti mi investiva sulla porta, trasportando fuori una gran quantità di tubi! E poi non si è nemmeno scusato.

 

Ora capite perchè in questo momento ho bisogno di un Valium per non esplodere.

In realtà mi accontenterei anche di una camomilla.

O anche dei Fiori di Bach che mia zia ha lasciato qua l'altro giorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20 octobre

I'm sorry I don't speak Italian

C’è una categoria di persone che odio profondamente: quelle che alla fermata del bus o in coda al supermercato cominciano a raccontarti la loro vita. Manco ti conoscessero… Con questo non voglio dire di non essere una persona socievole, ma, in tutta sincerità, della visita che questa mattina hai fatto dal gastroenterologo, non me ne frega un alcunché. Soprattutto se me la vieni a raccontare nei minimi dettagli!
 
Ieri pomeriggio sono andata alla posta a fare una commissione per la sorellina. Non è un posto che amo particolarmente: code chilometriche di vecchiette che vanno a ritirare la pensione e ti accusano di averle superate quando non è vero, gente che litiga con i poveri impiegati perché il regalo di compleanno che avevano spedito al figlio a Londra è finito in Nepal e via discorrendo.
 
Ebbene, ieri le premesse erano tutt’altro che buone: appena entrata ho notato che sulla macchinetta per i numeri era stato attaccato un “fantastico” cartello: GUASTA (efficienza torinese!!). In compenso c’era un’incredibile quantità di gente tutta ammassata: la coda. Piuttosto sconsolata mi avvicini e mi metto in fila.
 
Dopo poco si avvicina una signora di mezza età che mi chiede se è proprio vero che la macchinetta non funziona. Ora mi chiedo: se c’è un cartello grosso come una casa che ti avvisa del guasto, perché mai lo avrebbero dovuto mettere se non era vero!! In ogni caso le rispondo che è veramente rotta e ricomincio a pensare ai fatti miei.
 
 Non passa neanche un minuto che la signora mi dice: “Tutta ‘sta tecnologia…una tragedia nééé E io che pensavo di prendere il biglietto e fare un salto al supermercato mentre aspettavo il mio turno. Sa com’è, mi mancano le carote per il minestrone di stasera. Ma tu l’aiuti la mamma in casa?”
 
A questo punto i miei pensieri sono: - Odio le carote
                                                     - Ma cosa ti interessa se mi rifaccio il letto o no !!!???
 
Per (s)fortuna s’infila nel discorso un’altra signora: “Io invece sono proprio contenta che la macchinetta non funzioni, - dice - così i furbi come lei la smettono di farsi i comodi propri, arrivare in ritardo e pretendere di passare lo stesso subito, anche se il loro numero è già stato chiamato da un pezzo!!
 
Mentre le signore continuano a litigare mi giro dall’altra parte e, finalmente, arriva il mio turno.
 
Nello sportello vicino c’è una signora sui sessanta che compila non so che cosa. Mentre è lì che scrive comincia a guardarsi in giro circospetta, si avvicina allo sportello e dice all’impiegata: “Guardi là, c’è un individuo dall’aria sospetta che mi sta fissando da quando sono entrata nè” . L’impiegata allora comincia a chiedere delucidazioni e la signora continua: “Non lo vede? Quel giovine con la giacca nera davanti a quell’altro con la tracolla rossa. E’ proprio un brutto ceffo sa?” L’impiegata, sempre più spazientita comincia a guardarsi intorno e dice:” Io non vedo nessuno, ma è proprio sicura?” La vecchietta allora si allunga verso di me e comincia a tirarmi per un braccio dicendo:” Ma glielo dica lei che ha la vista buona, lo vede quell’individuo laggiù??”, intanto con la mano comincia ad indicarmi un tizio vestito di nero davanti ad un altro con la tracolla rossa. Era quello il presunto borseggiatore che l’aveva puntata??!! Mi spiego: a me sembrava un trentenne normalissimo, vestito casuale pure con l’aria un po’assonnata. Bah…
 
In ogni caso mi divincolo dalla presa della vecchietta, le dico che ho dimenticati gli occhiali a casa quindi non riesco a vederlo e, visto che ho finito, mi dileguo.
 
Finalmente raggiungo la fermata del bus e inizio a scrivere un sms ad un amico quando si avvicina una signora con le borse della spesa che mi dice:” Sa se è passato da tanto? Sa, ho lasciato la torta in forno…”. Mi giro e con aria vagamente afflitta, ma convinta le dico:”I’m sorry, I don’t speak Italian!” e mi allontano un po’.
 
Stavolta cosa prepara per cena lo va a raccontare a qualcun altro!
25 septembre

Miss Italia e dintorni

Ieri sera sono andata al compleanno di una mia amica; si festeggiava al Macario, locale del Quadrilatero dall'arredo vagamente "designer".

Nonostante tutte le buone intenzioni della mattina, ho passato il pomeriggio a "non-prepararmi", quindi alle 19.00 ero ancora davanti all'armadio a decidere cosa indossare. Alla fine ho optato per un paio di jeans scuri, maglia smanicata e giacca nera...un mise molto "minimal".

Miracolo ha voluto che riuscissi a sbrigarmi così mezz'ora dopo ero già pronta per uscire.
Purtroppo questo evento straordinario non ha sortito l'effetto sperato: arrivare in orario!!

Dovevano infatti ancora tornare a casa  la sorellona con relativo boy, che erano andati a prendere, ovviamente all'ultimo momento, il regalo per la festeggiata. Come al solito erano in ritardo e sono arrivati alle 20.30, ora in cui iniziava la festa!!
Per di più, prima di partire, sorella e fratello, che nel frattempo era passato un attimo da casa con relativa girl, dovevano pure dare la medicina al gatto (operazione lunga e complessa), che ha avuto la fantastica idea di prendersi la gastro-enterite ora!!

La cosa è andata parecchio per le lunghe così siamo arrivati alla festa con due ore di ritardo...non c'erano più cose da bere, il buffet era già stato saccheggiato (salvo che per un pinzimonio di verdurine stitiche abbandonato sul fondo del tavolo),... grrrrrr!!
Dopo aver insultato ripetutamente sorella, cognato, gatto, ... a placare la nostra fame arriva finalmente la torta.

Dopo un po' alcuni hanno cominciato ad andare via così ci siamo spostati al piano di sopra del locale. Nello spostamento abbiamo urtato ripetutamente una fantastica coppietta che aveva avuto la splendida idea di "appartarsi" (si fa per dire!!) nello strettissimo corridoio che collega la sala al piano superiore con le scale che portano a quello inferiore...in assoluto il posto dove passa più gente!!! Dopo essere riusciti ad oltrepassarli e dopo aver lanciato loro più di un'occhiataccia (ma proprio là si dovevano mettere???!!!!) arriviamo finalmente al bancone del bar e ordiniamo qualcosa da bere.

Poi usciamo a prendere una boccata d'aria e a fare due chiacchere.


Il nostro pettegolare viene interrotto dall'arrivo di un nostro amico che, tra l'eccitato e l'eccitatissimo esclama: "Oddioooooooooo.....venite dentro che c'è Miss Italia nèèè!!"
Io e le mie amiche ci guardiamo, lo guardiamo e gli diciamo:" Calmo, tranquillo, respira, non è successo nulla.." E lui: "Nulla!!!???Ho appena visto Miss Italia!!E' dentrooo!! Dovete assolutamente venire!" A questo punto, se non altro per curiosità lo seguiamo.

Entriamo e cominciamo a guardarci intorno, tutto è tranquillo, uguale a prima: il barman sta preparando quello che sembra un cuba libre, c'è gente ai tavoli che chiacchera , la coppietta di prima sta ora parlando appoggiata al bancone, .... nessuna faccia  conosciuta...ci giriamo verso il nostro amico e gli chiediamo dove avrebbe visto Miss Italia. Lui, sorpreso dal fatto che non l'avevamo riconosciuta, ci indica una ragazza che chiacchera con un ragazzo appoggiato al bancone...merda, è la "ragazza della coppietta", quella che abbiamo guardato malissimo e  quasi insultato perchè col fidanzato bloccava il passaggio...a pensarci bene...la sua faccia non mi è totalmente sconosciuta, devo già averla vista da qualche parte...e se il mio amico ci avesse azzeccato???

Mentre mi facevo questa domanda "esistenziale" i miei amici avevano già placcato la povera fanciulla che, effettivamente, era davvero Miss Italia, la quale, pazientemente,
ha fatto le foto e due chiacchere con loro.

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A questo punto mi viene da pensare al "povero" fidanzato, che se ne è stato tutto il tempo tranquillo, rassegnato a vedere una mandria di ragazzi che si mangiavano con gli occhi la sua ragazza.

Avere la fidanzata Miss ha anche i suoi lati negativi...













 
Munich  
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